Antichi mestieri

Chissà forse esisteva anche qualche maniscalco... Ma restiamo a quello che ancor oggi è documentabile (sottoforma di strutture private). Siete pronti a partire per un viaggio indietro nel tempo? Quando i grandi supermercati o grandi magazzini erano ben lontani dalle vecchie botteghe tizzanesi? Allora chiudete gli occhi e iniziate a immaginare il borgo di Tizzana popolato da molta gente e arricchito da molte botteghe, ehm... gli occhi sarà meglio aprirli un pochino, altrimenti... non potete leggere! Spesso ci piace sognare come erano i tempi passati; ad esempio le vecchie botteghe (cercherò di descriverle il meglio possibile in modo che possiate immaginarle nel migliore dei modi). Poi si sa, l'immaginazione o il sogno sono come il profumo dei fiori, ognuno ha il suo.

 

Inizia il viaggio

Con le tante persone che abitavano a Tizzana, le botteghe facevano buoni affari. Anche perchè a spendere in questi locali, oltre che ai tizzanesi stessi, si recavano le persone che abitavano intorno alla collina. Chi ha vissuto quei tempi ricorda ancora oggi quelle botteghe, i sacchi  allineati con dentro i vari tipi di farina, quali il frumento, mais o castagne. Erano adagiati in terra accanto al sacco dei fagioli, dei ceci e a quello del carbone, il quale era utile per cucinare. Poi sul bancone si trovava il barattolo in legno contenente le aringhe e un altro che conteneva le salacche (pesci simili a sardine).

insegna canova

Ci troviamo in via Baronciatica, qui si trovava una macelleria. Da cosa lo notiamo? Fuori di essa notiamo dei pezzi di carne appesa a dei ganci che, in attesa di essere venduta, vede tutt'intorno svolazzare mosconi e tafani. Al di sotto di essa c'è qualcuno che si rilecca i baffi, sperando che un pezzo cada riempiendosi così la pancia. Sfortunatamente per loro sono fissati troppo bene, quindi per quei gatti rimane solo un pasto da sogno.

Sempre in questa via vediamo una rivendita di vini e generi di prima necessità. Sulla porta vediamo un'insegna di legno con la scritta "Cànova di Vino". "Cànova" deriva dal latino càuponae, poi nel tempo cànaba, ed infine cànove. Così i latini definivano le piccole osterie.

Più avanti, sempre nella stessa via, incontriamo la bottega del parrucchiere.

Incontriamo poi la Cooperativa Consumo, inaugurata nel 1912. Lo scopo di questo esercizio è quello di far spendere meno soldi alla gente, infatti la merce tramite questa Cooperativa  passa dal produttore al consumatore.

Proseguiamo per piazza della chiesa, e proprio  all'inizio della salita vediamo un'altra insegna, scritta sul muro... è un  negozio di chincaglierie gestito da Pippo, un ometto simpatico.

Eccoci in piazza della chiesa. Al numero 11 troviamo una merceria, poi troviamo anche un calzolaio, molto indaffarato a riparare zoccoli poichè queste erano le calzature più usate dalla popolazione rurale.

Qui in paese non manca certamente il sarto, il lavoro abbonda non tanto per i vestiti nuovi da fare, quanto per rivoltare le giacche e i cappotti in modo da rendere a questi indumenti un aspetto più fresco. La manodopera costa poco e i vestiti durano più a lungo.

Senza dimenticare che anticamente Tizzana ha avuto anche l'ospedale, funzionante dal 1200 circa fino al 1500.

Imboccando la discesa che va verso la Catena, vediamo sul palazzo accanto alla porta d'ingresso della piazza, una scritta sul muro: "SALA DA TOILETTE". Al suo interno non troviamo come ai giorni nostri lozione per capelli o prodotti per la barba ma ben poca roba come la bacinella per intingere il pennello, il rasoio e la coramella (che sarebbe quella striscia di cuoio per affilare il rasoio). Pochi arnesi dunque, lo stretto necessario.

Questa è l'ultima attività che viene svolta in questo palazzo, infatti la prima attività fu svolta dalla famiglia Donnini che gestiva il CAFFE' EUROPA (popolarmente chiamato "caffè delle colombe"). Quest'ultimo era uno dei locali più frequentati di Tizzana. Sapete perchè? I clienti erano attratti dalle quattro belle figlie dei gestori,  le  quali venivano chiamate "le colombe" poiché Colomba è il nome della loro madre.

In seguito i nuovi gestori che subentreranno cambieranno nome al locale,  chiamandolo "CAFFE'' DELLO SPORT".

(Nota bene) Mi faceva notare la nostra grandissima Mirella Brunetti che quello che appunto oggi chiamiamo BAR prima dell'avvento degli americani veniva chiamato "caffè". Infatti bar è una parola americana... "si d'accordo" direte voi, ma perchè BAR? La signora ci spiega:

"In America, quando la gente alzava un pò troppo il gomito, il gestore del locale era responsabile di quella persona nel caso si facesse male a causa del bere. Allora in ognuno di questi locali veniva allestita una barra (una sorta di passamano), in modo che il cliente alticcio si potesse aiutare a mantenersi in equilibrio e uscire fuori del locale indenne. Una volta fuori del locale il gestore era esente da ogni responsabilità. Sembra quindi che da questa "BARRA" si sia affermata appunto la definizione (e la traduzione) di BAR".

Ma torniamo a noi e alle nostre botteghe. Dopo il "caffè dello sport" in questo locale ne viene allestito un altro: il parrucchiere (quello che dicevamo poco prima). Quindi al posto della vecchia scritta ne viene disegnata un altra, "SALA DA TOILETTE".  Con il passare del tempo anche il parrucchiere smetterà la sua opera, l'insegna rimarrà li ancora per anni. Sapete qual'è la cosa buffa? Che il tempo e le intemperie cancelleranno l'insegna del barbiere e tornerà ad apparire la vecchia scritta "caffè dello sport".

Un altro CAFFE' molto frequentato è quello situato nella  bella palazzina che troviamo a sinistra della discesa (verso la Catena), al numero civico 35 di Via Di Pozzo. All'inizio si chiama CAFFE' DELLA SPERANZA e dopo la vittoriosa guerra di Libia gli verrà cambiato il nome con quello di "BUFFET - CAFFE' TRIPOLI", la cui insegna resterà immortalata su una cartolina del posto.

E' il locale elegante di Tizzana, dove la sera si riuniscono i signorotti locali. Qui le due sorelle che lo gestiscono, Pia e Margherita, in estate affittano alcune stanze a villeggianti fiorentini che amano la campagna. Alla loro gestione subentrerà quella della famiglia Vegni che cambieranno ancora una volta (ma per l'ultima) il nome al locale in "CAFFE' DEL COMMERCIO - GENERI ALIMENTARI".

Continuiamo il nostro cammino, subito dopo la curva a destra dopo il tabernacolo, troviamo l'APPALTO REGIO con l'insegna in marmo bianco (è visibile tutt'ora ai nostri giorni). Il profumo di spezie che sentiamo viene proprio da là. In questa bottega, oltre a vendere sale tabacchi e generi di prima necessità, vengono macinati in pesanti mortai grani di pepe e altre spezie che, oltre a insaporire i cibi, vengono usate per conservare la carne dei numerosi suini che vengono macellati nel circondario.

   

 

Nell'aria, oltre ai profumi generati dall'APPALTO REGIO, si ode un canto. Guardate laggiù nei campi, quelli che raccolgono le olive si aiutano con le "bruscole", mentre per i fichi secchi veniva usato il "caniccio" (per questa informazione e per le immagini ringraziamo Andrea Rossi). Tale canto viene da quella gente laboriosa, che accompagna la propria opera con motivi canori...

"EHI  LAGGIU'', CI  SENTITE...?"

No, non possono sentirci, poiché noi non siamo parte del loro tempo !!!

E allora?

Allora smettiamo di sognare e riapriamo gli occhi, il nostro viaggio è terminato. Non si odono più canti ma rumori di trattori nei campi, non si sentono più i profumi dell'appalto per le vie, ma solo il maleodorante scarico delle automobili di passaggio. Forse non ce ne siamo resi conto ma abbiamo fatto un salto indietro nel tempo, ripercorrendo qualcosa come cento anni.

Tornando indietro per la strada che abbiamo percorso poco fa indietro nel tempo, non si riconosce quasi più nulla. Il tempo cambia le cose. Ma noi, proprio come un uomo ama sua moglie in là con gli anni, continuiamo ad amare la nostra Tizzana, anche se è cambiata. Poichè nella mente e nel cuore certe cose NON CAMBIERANNO MAI!

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