Il dopolavoro Francesco Colzi

Nel 1914, contemporaneamente alla Cooperativa, fu aperto un circolo ricreativo, intitolato al prof. Francesco Colzi che pochi anni prima era già stato onorato con un busto marmoreo. Il circolo, un ampia stanza, aveva un presidente, un segretario e un sindaco revisore. Era molto frequentato: si ballava, si giocava a carte e a tombola. Il circolo aveva anche il suo gonfalone che veniva portato dall'alfiere alla testa del gruppo dei soci, in tutte le manifestazioni pubbliche, alle quali si voleva presenziare.

In epoca fascista il gonfalone venne sostituito da un gagliardetto, sul quale erano ricamati il fascio littorio e l'iscrizione "Opera Nazionale Dopolavoro Francesco Colzi - Tizzana". La sezione dell''O.N.D. fu un opera fondata il 1° maggio 1925. Il giorno dell'inaugurazione del nuovo vessillo, ci fu festa grande con rinfresco e cena nella grande stanza ricreativa, e la madrina del gagliardetto fu una bella ragazza di Catena. Memorabili rimasero le veglie da ballo del periodo di carnevale, allietate con orchestrine formate da musicisti delle bande dei paesi vicini, e durante queste feste veniva eletta la reginetta della serata alla quale veniva conferito lo scettro e la corona. Quando non si danzava, lo svago preferito era il gioco delle carte, al quale partecipava spesso il pievano Lucarini, famoso nella zona per il suo attaccamento al gioco. Anche a quello d'azzardo in cui perdeva grosse cifre di denaro. Davanti alla stanza ricreativa c'era un piccolo appezzamento di terreno assai pianeggiante adibito al gioco delle bocce, dove alla sera i clienti gareggiavano in interminabili partite, che si protraevano sino a notte fonda. Alla fine del 1935 l'intera palazzina venne acquistata da un privato per farne un'abitazione propria. L'ex circolo ricreativo, divenuto "Dopolavoro" fu trasferito in una stanzetta del vecchio palazzo podestarile. Con il passare del tempo i clienti diminuivano notevolmente di numero. La causa principale fu, appunto, la mancanza di spazio. Non potendo quindi più ballare o giocare a bocce sino a notte fonda, la chiusura del dopolavoro fu inevitabile.

Biglietto di invito ad una serata danzante. Forse più unico che raro. Gentilmente concesso dalla signora Mirella Brunetti

Notizie tratte dal libro  "Tizzana nel tempo" di  Mirella Brunetti

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