I consulti

Il consulto del 26 marzo 1903

"Notizie tratte da "La Nazione" di fine Marzo 1903"

L'illustre prof. Colzi è stato per tutta la notte assistito alternativamente dai dottori Stori, Tonarelli, Marinelli e dagli altri medici di guardia dell'ospedale. L'infemo passò la nottata tranquillo. Fu constatato dai medici assistenti che l'arto inferiore del braccio ferito, e più specialmente la mano, si riscaldavano leggermente, il chè lascia sperare che la circolazione del sangue tende a riattivarsi. Stamane alle 6,30 come avevamo menzionato fino da ieri sera, giunse da Padova il prof. Bassini chiamato telegraficamente a consulto. Il prof. Bassini è una illustrazione della scienza, una gloria italiana.

Ha come è noto trovato il sistema per una cura di guarigione radicale dell'ernia. Il prof. Bassini, giunto a Firenze, si recò subito all'ospedale di S. Maria Nuova, ove arrivò alle 6,45 e andò subito nella camera del prof. Colzi, che è posta al piano terreno della clinica chirurgica e precisamente nella stanza che il Colzi ha tenuto sempre come stanza di studio. Alle ore 7 iniziò il consulto, al quale presero parte i professori Bassini, Fiaschi, Grocco, Mugoni della Clinica Chirurgica dell'Ospedale di Arezzo, Del Greco. Erano pure presenti i dottori Stori e Tonarelli. Fu fatto un esame accurato della ferita ed il prof. Bassini ritenne non vedere il caso di dover procedere all'amputazione del braccio. Di tale parere furono pure gli altri professori e quindi si procedè alla disinfezione, alla medicatura della ferita e alla fasciatura del braccio ferito. L'operazione fu lunga e dolorosissima. Il prof Colzi non volle però essere cloroformizzato e sopportò con ammirabile sangue freddo l'operazione. Dati i sintomi che si hanno, cioè la tendenza al riscaldamento delle parti inferiori del braccio ferito, non solo si spera di  poter evitare l'amputazione dell'arto offeso, ma che l'illustre professore possa tornare a servirsi del braccio con piena libertà di movimenti. La notizia sarà accolta da tutti con soddisfazione. Nel cortile dell'Ospedale, presso la Clinica Chirurgica, erano ad attendere il risultato del consulto il Sindaco avv. Berti, l'assessore dell'igiene dott. Gaspero Capei, il direttore generale degli Ospedali Riuniti comm. Bensone, il direttore dell'Ospedale S. Maria Nuova dott. Lecchini, molti medici, numerosissimi studenti in medicina. Nel vestibolo dell'Ospedale, come già accennammo, fu messo un registro per raccogliere le firme di coloro che si recavano a prendere notizie sulle condizioni di salute del prof. Colzi. Dicemmo già che il registro si ricoprì in breve ore di numerose firme, che man mano vanno aumentando. Tra i firmatari, oltre il Prefetto, il sindaco cav. avv. Berti, senatori, deputati al parlamento, assessori, consiglieri comunali, deputati e consiglieri provinciali, vi sono moltissime persone della nostra aristocrazia. Si notano pure le numerosissime firme di operai, di popolani che ebbero cure dal prof. Colzi.

Il consulto del 30 marzo 1903

Alle ore 07.00, il prof Bassini giunse a Firenze e si recò subito al capezzale del prof. Colzi, ed insieme al prof. Giovanni Del greco e al dott. Stori, ha proceduto di nuovo alla visita dell'arto. L'arto purtroppo non dava segni di miglioramento. Anzi riscontrò nel paziente sintomi prodromici di tetano, e purtroppo nel secreto (secrezione) della ferita riscontrò bacilli tetanigeni : e da iniezioni con lo stesso liquido fatte dal prof. Banti in animali sensibili al tetano, si sviluppò una forma classica di tetano sperimentale. Dopo queste dolorose constatazioni, i sanitari tutti, partecipanti direttamente e indirettamente alla cura del povero Colzi, concepirono la speranza che la forma infettiva tetanica fosse mite o che il povero malato avesse da opporre ad essa, forte resistenza. Ma disgraziatamente non fu così.

Il consulto del 31 marzo 1903

La mattina del 31 marzo ci fu un nuovo consulto, tra i prof. Giovanni Del Greco, Burci, e il dott. Teodoro Stori, primo assistente e prediletto discepolo dell'illustre infermo. Erano presenti anche gli altri assistenti, i dottori Marchetti, Emilio Del Greco, Tonarelli, Lenzi e Barchielli. Dopo una visita accuratissima della ferita, fu decisa l'amputazione della parte cancrenosa del braccio. L'operazione, che fu subito eseguita, riuscì molto lunga. L'amputazione fu eseguita, come volle il prof. Colzi, dal suo prediletto allievo, il dottor Teodoro Stori.

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