Francesco Colzi

Per esprimere il riconoscimento e la gratitudine verso persone esemplari, le  quali hanno dedicato la loro vita a salvare quella altrui, spesso gli dedichiamo monumenti o vie affinché queste colonne portanti non siano mai dimenticate. Il professore Francesco Colzi è una di queste colonne portanti. A Tizzana ad esempio, in piazza della chiesa, c'è un monumento inaugurato sette anni dopo la sua morte. Nella sottostante località Catena gli è stato invece dedicato una via. Come pure a Monsummano Terme, suo paese natale, gli è stato dedicato un monumento in suo onore.

 

Anche se per onorare queste colonne portanti non basterebbero mille monumenti o milioni di parole per dirgli "grazie per ciò che avete fatto". Anche io, nel mio piccolo, ho voluto dedicare alla memoria del professore Francesco Colzi alcune pagine di questo sito in suo onore.

Guardare una cometa nel cielo è sempre uno spettacolo meraviglioso. Per quanto meraviglioso possa essere dopo un pò non la vediamo più poiché il suo è stato un passaggio breve, e alla vista dei nostri occhi rimane solo il vuoto. Ecco cosa è successo all'illustre ed esimio professore, una vita dedicata alla medicina, a curare innumerevoli persone, per poi morire dopo atroci sofferenze all'età di soli 48 anni, senza che la medicina di allora potesse fare niente per poterlo salvare. Moriva così lasciando un vuoto in tutte quelle persone che lo conobbero e lo amarono.  

Francesco Colzi nacque a Monsummano in provincia di Pistoia il 15 Febbraio 1855 e, compiuti gli studi ginnasiali a Pistoia, frequentò il liceo a Pisa dove poi si iscrisse alla facoltà di medicina. Dopo la laurea si perfezionò a Firenze ma acquisì esperienze anche nelle cliniche di Parigi, Vienna, Berlino, Lipsia e Londra. Rientrato in Italia fu dapprima assistente ed allievo prediletto di Giuseppe Corradi e, in seguito, professore straordinario di clinica chirurgica a Modena. Tornato finalmente a Firenze subentrò al Corradi stesso. Saggista insigne, pubblicò lavori e ricerche notevoli in campo chirurgico, tradotto anche all'estero, tra cui lo splendido "Contributo di Clinica Operativa" del 1891. Resta il rimpianto per tutto il materiale inedito andato disperso. Chirurgo valente e maestro insigne, dotato di ingegno poderoso, di cuore nobile e generoso, Francesco Colzi rimane una delle figure centrali nella storia della chirurgia europea.

Ma quanto più una persona è buona, più la sorte gli si accanisce contro. Il 25 Marzo, durante una gara di tiro al piccione alle Cascine, partì dal suo fucile un colpo accidentale, ferendolo sotto l'ascella del braccio destro. La conseguenza fu che un'infezione tetanica gli si rivelò fatale, forse non curata bene per la conoscenza di allora. Morì d'infezione tetanica dopo atroci spasmi il 4 Aprile del 1903 a Firenze nel suo ospedale di Santa Maria Nuova. Era scapolo.

I funerali si svolsero a Firenze il 6 Aprile. Dietro il feretro centinaia di persone: autorità civili e militari, uomini illustri e rappresentanti di istituti e comuni. Ma sopratutto tanta tanta povera gente.

I quotidiani d'allora "La Nazione", "Il Corriere della Sera" e "Il Giornale d'Italia" pubblicarono la tragica notizia della immatura morte del professore. La Nazione, quotidiano fiorentino, dedicò grandissimo spazio alla morte del grande luminare. Innumerevoli messaggi di cordoglio giunsero alla famiglia. Tra questi messaggi spicca quello spedito all'ingegnere Alberto (fratello del Professore) da un altro grande toscano come il maestro Giacomo Puccini: "Al dolore mondiale si associa animo mio straziato grande sciagura".

Il 31 luglio del 1904, in occasione dell'inaugurazione del monumento eretto in suo onore a Pieve a Nievole, il suo conterraneo Ferdinando Martini ebbe parole di elogio e di grande apprezzamento per l'enorme generosità che accompagnava il prof. Colzi. Con la sua scienza elargiva il bene fisico, e con la sua bontà di cuore elargiva moneta ai più bisognosi.

Tizzana, sua seconda patria, gli dedicò (un pò tardi) un ricordo affettuoso: il busto marmoreo che oggi possiamo ammirare in piazza della chiesa. Il 24 Maggio 2003, si è tenuto a Monsummano la "Celebrazione per il centenario della scomparsa di Francesco Colzi". Il convegno è stato organizzato con il patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze e della Società Italiana di Storia della Medicina. Oltre al Sindaco Giuliano Calvetti, a rendere omaggio al grande luminare erano presenti: il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze Gianfranco Gensini e, a seguire, relatori dell'Università di Firenze che testimoniano l'affetto e la considerazione nella quale il Prof. Colzi è ancora tenuto nell'ambito medico. Tali relatori erano : Donatella Lippi (Professoressa associata di Storia della Medicina), Francesco Tonelli (Professore ordinario di Clinica Chirurgica), Michelangelo Rizzo (Professore ordinario di Clinica Urologia), Gian Vincenzo Di Muria (Professore associato di Clinica Ortopedica e Traumatologica), Emiliano Panconesi (Professore emerito di Dermatologia dell'Università di Firenze). La parte scientifica del convegno è stata curata dal professor Marco Bardelli, Primario ortopedico.

Si ringrazia l'emerito prof. Emiliano Panconesi per i consigli utili che ci ha fornito permettendoci così di migliorare questa pagina. Inoltre per l'attenzione che ha avuto e per le gradite parole di elogio e di incoraggiamento.
I fondatori del sito Angelo e Francesco.

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